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Visualizzazione dei post da giugno, 2026
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Geopolitica · Economia politica · Protezione sociale · Seconda parte (aggiornato settembre 2026) SECONDA PARTE — Sovranità o subalternità: l'Europa in ostaggio . II · Le origini del ritardo Perché l'Europa non ha mai costruito la propria autonomia Il progetto europeo nacque per bandire il conflitto fra Stati attraverso l'integrazione economica. Non nacque per competere in un sistema internazionale segnato dalla rivalità fra grandi potenze. Quella scelta era comprensibile nel dopoguerra. Ha prodotto un'Unione integrata sul piano commerciale e normativo, ma priva degli strumenti materiali della sovranità: una difesa propria, una sicurezza energetica autonoma, una politica industriale coordinata, una capacità fiscale comune. La fine della Guerra Fredda ha consolidato quell'impostazione, non l'ha corretta. L'Europa ha letto la dissoluzione del blocco sovietico come prova che regole e istituzioni multilaterali bastassero a garantire la stabilità....
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Geopolitica · Economia politica · Protezione sociale · Prima parte (aggiornato settembre 2026) PRIMA PARTE — Sovranità o subalternità: l'Europa in ostaggio . Sovranità o subalternità: l'Europa in ostaggio, tra bisogno di libertà e Sindrome di Stoccolma L'Europa importa oltre il 60% del GNL e più della metà delle armi dagli Stati Uniti, affida a tre fornitori americani oltre il 70% del proprio cloud, e vede due terzi dei pagamenti con carta passare su circuiti statunitensi. Energia, difesa, tecnologia, finanza: in ogni dominio critico, il controllo delle infrastrutture resta altrove. Roberta Limone · Giugno 2026 (aggiornato settembre 2026) Tesi centrale Ogni perturbazione geopolitica subita dall'Europa si traduce in inflazione energetica, perdita di posti di lavoro e contrazione del welfare. Sono costi scaricati sistematicamente sui cittadini, che subiscono il peso quotidiano di un'inflazione in costante impennata a fronte di redditi st...
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Inchiesta . America Latina . Cuba nel buio. Cronaca di un assedio energetico Dal blocco delle forniture petrolifere di gennaio alle sanzioni contro CUPET e alla successiva apertura al capitale privato: come la crisi energetica ha aggravato le fragilità di Cuba e accelerato la trasformazione del suo sistema economico Aggiornamento al 13 settembre 2026 A febbraio 2026, quando fu redatta la prima analisi di questa crisi, il sistema elettrico cubano era già sotto assedio: nelle ore di punta, i blackout inghiottivano intere province. Nei mesi successivi, la situazione è progressivamente precipitata. Alla scarsità cronica di carburante, agli anni di sottoinvestimento nelle infrastrutture e a una rete ormai obsoleta si sono aggiunte le restrizioni statunitensi sulle forniture petrolifere, fino alle sanzioni dirette contro la compagnia statale CUPET. A luglio la rete nazionale è crollata di nuovo, e le proteste sono tornate a occupare le strade dell'Ava...